La presenza umana nel territorio sabatino ha origini remotissime. Nei periodi di quiete vulcanica, piccoli gruppi di cacciatori e raccoglitori utilizzarono le favorevoli condizioni naturali nei luoghi per le loro attività. In età neolitica (VI– fine IV millennio a.C.) si stabilì sulla costa sud-est del lago un piccolo gruppo di persone, che fondò un villaggio in località La Marmotta. Nell’età del bronzo (in particolare tra III e II millennio a.C.) Si insediarono numerosi villaggi sulla riva del lago (Vicarello, Acquarella, Vigna di Valle), oggi sommersi dall’acqua per le variazioni del livello del lago cui è soggetto il bacino.
Nel periodo etrusco, il territorio sabatino subisce l’influenza politica e culturale dei due grandi centri di Veio e Cerveteri; nell’area di Trevignano Romano la presenza di necropoli e il ritrovamento di oggetti preziosi importati dall’area mediterranea, come di carri da parata, testimonia la presenza di famiglie principesche che sfruttavano le risorse dell’area. Dalla fine del IV secolo a.C. i romani sono i nuovi padroni del territorio: vengono realizzati nuovi assi viari, talvolta utilizzando quelli antichi come la via Clodia, terme, ville lussuose e ville rustiche per insediamenti agricoli produttivi.

La crisi dell’impero romano e la diffusa insicurezza nei territori causata dalle frequenti invasioni ed alternanze politiche provocano l’abbandono degli insediamenti romani e la nascita di piccoli centri abitativi talora sotto il controllo dell’autorità ecclesiastica. Con lo svilupparsi dell’incastellamento con la costruzione delle roccaforti di Bracciano, Trevignano Romano e Anguillara Sabazia con i relativi abitanti, il territorio assunse le forme che più o meno conserva ancora oggi. |